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Se devi sognare, fallo alla grande!

Ve l’ho già detto, vero, che i miei eroi sono fighi pazzeschi, mentre le mie protagoniste sono più il tipo ragazza della porta accanto che femme fatale? Il motivo è banale e intuitivo: da una parte c’è il meccanismo di identificazione (di chi scrive, ma anche di chi legge) che risulterebbe alquanto difficile se la protagonista fosse una vamp o una top model; dall’altra c’è il mio motto che pressappoco, dice: se devi sognare, fallo alla grande. E sognare con Cary Grant in mente è più facile che con Woody Allen. Non che bastino due begli occhi blu, due belle spalle o degli addominali piatti per sognare. Gli eroi, perché piacciano alle mie protagoniste, devono essere soprattutto tipi ben forniti di testa, cuore e anima. Devono essere intelligenti, insomma, gentili e divertenti, oltre che da sballo.

Boom! Come dite, prego? Nella realtà tipi così non esistono? No, vi sbagliate. Se vi guardate intorno gli eroi, i nostri, esistono, anche se non sempre potrebbero passare per gemelli di Brad Pitt.

Come visualizzo il mio eroe? Dopo averlo costruito nella mia mente, individuo l’attore (mai un modello, troppo statico) che si avvicina di più alla mia idea e che potrebbe interpretare il protagonista se il romanzo diventasse un film (se devi sognare, fallo alla grande!). La ricerca non solo mi diverte, ma mi aiuta parecchio. Qualche esempio? Lo trovate qui sotto.
 

Anche il lui del romanzo che sto scrivendo è uno da sballo, ma chissà, in futuro potrei anche inventarmi un protagonista brutto anatroccolo e trasformarlo pagina dopo pagina in un cigno. Chissà...








 




 

       
 
 
 




 


 
 




 


 



 



 


 

 






       





 







   
 
 



 

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