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Ritorno a Cape Love

Ho ambientato questo racconto a Cape Love, il villaggio (fittizio) del Maine dove si svolge il mio romanzo, “Alta Marea a Cape Love”. Cape Love è un luogo che sembra fatto su misura per le storie d’amore, romantico e bellissimo, dove tutto, o quasi, può succedere. Anche di incontrare un tipo come Steve, undici anni dopo...



 


 

 

 





 

 

Ritorno a Cape Love

L'incipit

2 giugno 2013
Tornare a casa può essere difficile. Tornare a casa con una ragazzina di 10 anni e senza un marito, o un ex marito, lo può essere ancora di più.
Ma Fiona Lawn non era il tipo da abbassare la testa per una leggerezza commessa undici anni prima, così, tirato un bel respiro, aveva fatto il suo ingresso a Cape Love orgogliosa di quella sua leggerezza, che si chiamava Rachel. La sua splendida bambina, testarda e irrefrenabile come lei stessa era stata un tempo.
Poco più che trentenne, ritenendosi ormai forgiata dalla vita, Fiona si era scordata di quanto fosse stato impegnativo per sua madre cercare di contenere le sue imprese, prima di bambina irrequieta, poi di teen ager ribelle. Ma non se ne erano dimenticati gli anziani del villaggio ai quali doveva l’appellativo di Uragano.  Oppure Terremoto. O ancora, Catastrofe.
Così la chiamavano, e non a caso.
Poi un giorno avevano smesso di chiamarla perché, grazie al Cielo, era arrivato anche per lei l’anno del college e se ne era andata via. E non era mai più tornata. Se non quella volta.
Tenendo per mano la piccola Rachel,  Fiona percorreva la Main Street con il cuore stretto dalla morsa dei ricordi. Tutto sembrava immutato nel villaggio, persino le persone che la guardavano curiose. Lei sorrideva e salutava tutti, rispondendo alle domande di sua figlia che sembrava più che altro impaziente di correre alla spiaggia.
“Tra poco, tesoro; prima andiamo a fare un po’ di spesa all’emporio o preferisci saltare pasto e cena?”
Prospettiva più temibile dell’inferno stesso per una creatura perennemente affamata come Rachel – tanto affamata che sua madre le aveva dato l’affettuoso diminutivo di Alien. E poi, come la piccola aveva potuto constatare dopo un’approfondita esplorazione, il frigorifero dei nonni era così vuoto da sentirci rimbombare l’eco.
 

 

 
 

 

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