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Tutta colpa del vento
L
'incipit

 


16 dicembre 2012, Wyoming

Dopo sedici ore di viaggio, uno scalo a Londra e un altro a Chicago, Margherita atterrò alla fine a Cody, dove il vento soffiava talmente forte che l'aereo non aveva fatto che barcollare per tutta la discesa.

Sulle prime pensò di rimanere inchiodata al suo posto sino a quando Eolo non si fosse messo una mano sulla coscienza, ma poi si accorse di sei occhi che la fissavano perplessi e impazienti, quelli di due hostess e di uno steward. Con un sorriso tirato sulle labbra e il terrore nel cuore, si alzò a fatica e caracollò sino all'uscita dove si aggrappò alla maniglia del portellone.

"Signorina, ora dovrebbe proprio scendere..." le disse lo steward senza un minimo di pietà.

Odioso di un uomo!

Possibile che non capisse quanto fosse spaventata dal vento?

Dannato. Inclemente.

Soffiava da ogni direzione graffiandole il volte con punte di ghiaccio, togliendole il fiato, impedendole di muoversi, di fare il primo passo sulla scaletta.

"Signorina..." insistette lo steward.

Chiudendo gli occhi, Margherita cominciò a scendere. Uno, due, tre, quattro scalini. Una pausa. Cinque, sei, sette, otto. E poi...

Terra ferma sotto di lei.

Grazie.

Si sentiva come una sopravvissuta di Lost, ma senza un Josh Holloway qualsiasi a dare un senso di speranza al futuro, o un'isoletta tropicale a fare da cornice al suo incubo.

Perché era il fertile e sconfinato suolo del Wyoming che la accoglieva. Verde in estate, bianco d'inverno. Rosso d'autunno e variopinto in primavera.

Un celebrato, rigoglioso trionfo della natura.

Sempre che non si fosse terrorizzati dal vento.

Margherita si sentì avvolta da una spirale di gelo. Che ci fosse una tempesta in arrivo?

Rabbrividendo, si mise a correre verso il terminal rischiando a ogni passo di scivolare sul ghiaccio.

Niente di che stupirsi, perché era inverno, mancavano due settimane a Natale, il periodo preferito di Maggie, quello in cui era nata e quello in cui, a Dio piacendo, avrebbe concepito suo figlio.

Una folata di aria gelata la colpì in pieno volto e quasi se la portò via. Già che c'era, Margherita, Maggie, imprecò in lingua originale.

"Shit."



 


 

 

 

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