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Un amore di fine secolo
L
'incipit
 

10 ottobre 1898, New York
E ora, cosa faccio?
Seduta su una panchina in una fredda sala d’attesa, Camille Brontee rifletteva mesta sul suo futuro. Non che fosse una sala d’attesa qualunque. Era, per essere precisi, quella del Molo 60

del porto di New York, sul North River, dove da qualche ora si pavoneggiava il Teutonic, grande e lussuoso transatlantico della compagnia di navigazione White Star.
Camille non aveva viaggiato nel lusso della prima classe, eppure la sua minuscola cabina di seconda le era parsa una porta magica aperta sul mondo e sulla libertà.
Aveva lasciato l’Inghilterra per seguire il suo sogno di indipendenza; aveva abbandonato una nazione che sembrava sorda alle sue ambizioni e una vita piatta e insoddisfacente che avrebbe avuto il suo massimo momento di gloria nel matrimonio con un pedante e volgare commerciante di cotone di New Castle, tale Thompson, cui il suo patrigno l’aveva promessa.
Promessa? No, venduta.
E ora quel sogno, che in modo inevitabile aveva assunto i connotati di un certo William Cartrite, sembrava essere svanito nel nulla di quel grande Paese dove la gente parlava la sua stessa lingua ma in modo quasi incomprensibile.

*

Quando Mr Cartrite, uomo di bell’aspetto e dall’eloquio forbito, le aveva dichiarato il suo amore e proposto di raggiungerlo in America, Camille aveva accettato senza neppure dedicare alla questione un secondo ragionamento, come troppo spesso faceva. Aveva rotto ogni legame con ciò che rimaneva della sua famiglia, il patrigno e le sue due figlie, venduto ogni suo gioiello e affrontato un viaggio per mare lungo e pericoloso che l’avrebbe alla fine condotta a Boston. Lì, a sentire Cartrite, si sarebbero immediatamente sposati e avrebbero vissuto felici in un elegante palazzo di Beacon Hill.
D’altronde, Camille era fatta così. Agiva d’istinto, lasciando al domani la possibilità di valutare le conseguenze dei gesti compiuti oggi.
Tuttavia, durante quell’estenuante viaggio per mare, aveva avuto molto tempo per riflettere e per rendersi conto di aver cambiato idea su Mr Cartrite. Certo, sarebbe stato molto imbarazzante, ma una volta giunta a destinazione lo avrebbe guardato dritto negli occhi, senza titubanze, e gli avrebbe detto che non intendeva più sposarlo.
Invece di un marito, Camille era decisa a conquistare l’America.
Senza che un uomo si sentisse in diritto e in dovere di dirle cosa fare e come farlo.
Aveva letto che nel Nuovo Mondo chiunque, anche una donna, poteva avere una seconda opportunità. E Camille l’avrebbe colta, quell’opportunità. E poi l’avrebbe coltivata amorevolmente con la fatica e il lavoro. Con la determinazione che le era propria.
Ma una volta arrivata a Ellis Island, salutata la grande signora bianca che dava il benvenuto ai poveri e ai ricchi che si riversavano nel Nuovo Mondo, osservati con sgomento gli immigranti in coda per ottenere un visto, con le loro poche cose chiuse in miseri fagotti, si era guardata attorno e non aveva trovato nessuno ad attenderla.
Dannazione!
Non che ciò l’avesse spaventata.
Al contrario.
Le aveva semmai permesso di tirare un sospiro di sollievo ed evitare di fornire una sgradevole spiegazione, se non delle scuse, a Mr Cartrite.
Ma era preoccupata, inutile nasconderlo. Perché il fatto che lui non fosse lì ad accoglierla con la sorella, come aveva promesso nella sua ultima lettera, la portava dritta dritta a fronteggiare altri tipi di difficoltà. Difficoltà concrete, molto concrete, relative al dove e al come avrebbe passato i prossimi giorni e le prossime notti con un borsellino quasi vuoto.
Furente con se stessa per aver creduto alle parole di un uomo con tanta faciloneria, Ah, mai più in vita mia!, non sapendo cosa fare o dove andare, si era mestamente afflosciata su una panchina della sala d’attesa, il visto d’ingresso stretto in mano, in preda a un tale sconforto che alla fine si era ritrovata a sperare di veder comparire all’improvviso Mr Cartrite.
Un paio d’ore più tardi, anche quella speranza si era spenta, e Cartrite aveva ricevuto il titolo onorario di "bastardo americano".


 


 

 

 

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