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Un amore di fine secolo
L
e recensioni
 

Dai blog.   

Insaziabili Letture (recensione a cura di Angela D'Angelo) - Il panorama del romance italiano è molto vasto, molte sono le autrici nostrane preparate, capaci, intelligenti.

Viviana Giorgi, tuttavia, è un diamante di raro splendore in uno scrigno di gemme preziose. Brilla, riflette i colori dell’arcobaleno, attira l’attenzione al punto da stordire il povero lettore.
Sì, è una scrittrice superlativa, originale e talentuosa, ma c’è qualcosa di più. La sua penna è riconoscibile e graffiante, il suo stile unico, la sua ironia una chiave di sicuro successo.
Non si impara ciò che Viviana intuitivamente mette in pratica nelle sue storie, non esistono corsi di scrittura capaci di insegnare ad essere unici, brillanti.
Leggere le sue storie è un’esperienza catartica. Si sentono i sentimenti, quelli forti, si vivono le emozioni nella loro estrema violenza, si sogna.
Divertimento, dolore, pace, tormento sono sviscerati nei minimi dettagli, in un’alternanza di piacere e timore che fa battere il cuore, mozza il fiato e avvince fino al The End.
Prevedibilità e banalità sono morti il giorno in cui Viviana Giorgi ha deciso di mettere la penna sul foglio, il giorno in cui a noi lettrici sono state assicurate storie indimenticabili.
E rende orgogliosi, orgogliosi di lei, di poter dire che la genialità ha baciato la produzione italiana.
Tanti complimenti, direte? Vi assicuro che sono meritatissimi e, anzi, vi invito a scovare gli aggettivi che ora mi sfuggono a causa delle emozioni che “Un amore di fine secolo” ha suscitato in me. Sì, mi sento un po’ scombussolata, euforica, confusa e immensamente appagata. Mi sento una lettrice soddisfatta.
Il merito è tutto di Viviana Giorgi, autrice di un romanzo storico che dovrebbe diventare una delle pietre miliari del genere per originalità, freschezza e sentimento.
Il merito è anche di Camille Brontee, una meravigliosa e tenace donna, dalla travolgente intelligenza e dall’incantevole simpatia. E infine, è di Frank Raleigh, un uomo virile e dal fascino irresistibile.
Oh, potrei parlare di loro per ore, dei tempestosi occhi blu dell’editore che mi ha stregata, dell’esuberanza della suffragetta che mi è entrata nel cuore, del loro amore che mi ha travolta, innalzata a picchi di estatica felicità per poi schiantarmi in un inferno di pena.
Volete sapere tutto, eh? Non posso accontentarvi. Non ci sono parole adatte per descrivere “Un amore di fine secolo”, ma solo un suggerimento: leggetelo!
Io posso dirvi che nello spazio di alcune ore mi ha ricordato che per i sogni si lotta, che per stare bene con una persona bisogna prima realizzare se stessi, che l’amore è bello, appassionato e trascinante, e tira gli uni verso gli altri a dispetto del buon senso e delle convenzioni. Mi ha ricordato che non è mai troppo tardi per ritornare sui propri passi, per rinunciare all’orgoglio, per lasciarsi trascinare dall’istinto.
Infine, mi ha ricordato quanto sono fortunata come lettrice. Ero lì, alle porte del Novecento, nella redazione di un giornale, lì per le strade di New York tra strilloni e uomini d’affari. Ho visto le prime auto sfrecciare su strade incerte, i grattacieli innalzarsi fino a toccare il cielo. Ho partecipato alla nascita di importanti innovazioni, assistito a battaglie culturali, osservato lo sviluppo di una società destinata al successo e alla supremazia, sono stata travolta dal progresso. In ultimo, ho spiato i due innamorati più simpatici, testardi e ostinati del mondo e li ho adottati. Ora si muovono nelle stanze del mio cuore, ignari e felici.
Grazie a Viviana Giorgi per aver reso giustizia alla nostra bella lingua italiana con la sua penna sicura e magistrale, con il suo inconfondibile stile e la travolgente fantasia.
Grazie per le ore liete, per quelle un po’ più tristi, per le storie che continuerà a regalarci, perché di una cosa sono certa: tutte le ciambelle le vengono con il buco.
Cosa vi resta da fare? Addentare un pezzo di paradiso.
Buona lettura!

 

Babette legge per voi - Ecco un’eroina che ci piace! Camille, abbandonata al porto di New York dal fidanzato fedifrago, detto anche “bastardo americano”, non si perde d’animo.
Dopo qualche giorno, la troviamo confortevolmente sistemata a casa di conoscenti e in prova come giornalista presso il quotidiano super-prestigioso “Daily”. Che, guarda caso (Viviana Giorgi ti adoro!) appartiene ad un uomo super-mega-alfa. Testosteronico quanto basta, affascinante, spregiudicato, Frank Raleigh ha tutte le doti che amiamo in un protagonista di storie d’amore. Che Camille caschi come una pera cotta fra le sue braccia è motivo di consolazione per tutte quelle che, come me, l’amore ha un po’ dimenticato.

La nostra si fa strada in un ambiente che più maschile non si può: siamo nel 1898 e una donna nella redazione di un quotidiano è qualcosa di inaudito, a meno che non si occupi di ricette di cucina. Camille comincia la sua carriera rispondendo alle lettere delle lettrici (cucina, bon ton, cosa mi metto per la visita pomeridiana alla futura suocera che, guarda caso, non ne vuole sapere di me, eccetera), poi comincia con interviste di un certo spessore. Dimostrando a tutti, e a se stessa (autostima, autostima!) di non essere solo una bella ragazza, ma di avere un cervello di primissimo ordine. Anche se questo benedetto cervello le va in pappa non appena mette l’occhio su Frank Raleigh. La comprendiamo, ma NON la compatiamo. Semplice invidia.
Dal momento che c’è chi non vede un maschio decente e chi, invece, abbonda in fatto di pantaloni al seguito, a Camille non manca un adoratore di riserva. Ken Benton, erede di uno dei più bei patrimoni della Grande Mela, è un uomo adorabile (cara Camille, se proprio non lo vuoi, io sarei più che disposta a prendermelo in casa. Grazie.) e cerca in tutti i modi –leciti, NON è Frank Raleigh- di coronare il suo sogno d’amore.
Come andrà a finire? Lo intuiamo, lo sappiamo… ma è così divertente seguire le vicisssitudini di questi bei personaggi!
Intorno a loro, New York alle soglie di un nuovo secolo. Una città che è l’altra protagonista di questa storia d’amore e di emancipazione femminile.
Viviana Giorgi, con il suo stile inimitabile, ci regala un’altra storia deliziosa.

 

La Mia Biblioteca Romantica (recensione di  Samanthalarossa e Keiko) - Giusto perché sono la solita pignola, ho controllato con l’aiuto di google tutti i personaggi e gli eventi descritti e devo dire che il romance è stato costruito molto bene attorno alla storia, ai personaggi e agli avvenimenti reali. Anche gli atteggiamenti più spregiudicati della protagonista, penso siano plausibili in un’epoca di grandi cambiamenti storici che ha visto il decadere di un mondo legato a valori figli del feudalesimo, dove le origini nobili di una famiglia facevano la differenza. Sta nascendo un epoca legata all’imprenditoria, al capitalismo, alle banche, certo il cammino verso il suffragio universale e l’emancipazione femminile sarà ancora lungo, ma è in questo fin de siècle che si stanno mettendo le fondamenta per un mondo nuovo, non sempre giusto, ma senza dubbio diverso.
Lo stile con cui l’autrice descrive tutto questo divenire frenetico è a mio parere azzeccato: veloce, brillante e ironico al punto giusto. Un modo di scrivere che ti sprona a continuare la lettura nonostante la lunghezza del libro. Una storia d’amore complessa, con qualche colpo di scena, con bei personaggi secondari, che parte nell’autunno del 1898 e che si conclude con il primo gennaio del nuovo secolo. Il finale è quello che tutti si aspettano da una storia d’amore, ma come l’autrice arriva a raccontarcelo fa la differenza. La maturazione di Camille, la sua perseveranza nell’inseguire il suo sogno, nel non piegarsi e nel non mollare tutto per un marito e per una posizione di prestigio, ne fanno una donna moderna a tutti gli effetti.
Non me ne voglia l’autrice, ma secondo me la dimensione storica è quella in cui io la preferisco, certo i precedenti romanzi contemporanei erano carini, ma questo lo giudico il più riuscito:per me merita i 5 cuori! Ora però mi aspetto che la storia continui, aspetto il prossimo della serie per ritrovare alcuni personaggi che penso meriterebbero un libro proprio. Keiko alla fine ti è piaciuto questo libro?

Posso dirlo con sincerità: molto!
La Giorgi, che ho apprezzato come scrittrice di contemporanei, con questo romance storico sembra essere maturata ulteriormente. Pur rimanendo intatte le caratteristiche che contraddistinguono i suoi scritti quali briosità, schiettezza e effervescenza nei dialoghi, un sottile umorismo e un'ironia pervasiva, la dimensione storica così accurata e l'intreccio tra realtà documentata e fantasia, elevano questo libro a livelli più significativi. Mi è piaciuta molto la dimensione umana dei personaggi, mi hanno dato emozioni e mi hanno fatto riflettere come l'origine, l'educazione, ma soprattutto la volontà incidano sul destino di chiunque e da qualunque punto essi partano. Non dimenticandoci però che di romance si tratta e qui l'amore c'è: tormentato, ostacolato, passionale, infine vincente e i protagonisti ce lo mostrano in ogni sua sfumatura... complimenti Viviana,
5 cuori anche per me , sperando come Sam che il tuo prossimo libro possa illuminarci circa le sorti di alcuni personaggi secondari che si sono rivelati interessanti.


Sognando tra le righe (recensione di Charlotte) - Ho aspettato con trepidazione l’ uscita di questo libro, che mi ha semplicemente deliziata. Viviana Giorgi ha realizzato un affresco storico articolato di grande impatto emozionale e vi ha collocato una favola di amore e passione travolgenti. Con implicazioni di fondo molto meno frivole di quanto ci si potesse aspettare: poiché, pur essendo un romanzo imperniato su battibecchi, sensazioni, turbamenti, l’ inquadramento spazio-temporale di Un amore di fine secolo costituisce spunto di riflessione sul progresso tecnologico e sociale che ha caratterizzato la fine del XIX secolo, in particolare negli Stati Uniti investiti da ondate migratorie : un periodo storico in cui il mondo era in fase di profondi cambiamenti, la prevaricazione delle classi sociali abbienti era sempre meno giustificata, i giornali diffondevano la cultura anche tra i ceti più poveri e le donne iniziavano a cercare una loro dimensione intellettuale e una loro indipendenza. Insomma, il moderno stava avanzando portando con sé iniziativa e ottimismo. In questo clima ricco di contraddizioni, tra ambienti maschili ( la redazione del Daily, i club sportivi) e femminili (le modisterie, gli spogliatoi incipria-naso), in Un amore di fine secolo si muovono moltissimi personaggi, caratterizzati psicologicamente mediante incisivi e sapienti tocchi; ma soprattutto spiccano tre protagonisti delineati a tuttotondo, così che risulta impossibile non condividere le loro emozioni e non apprezzarli ciascuno per le sue peculiarità: tre solitudini, tre vertici di un canonico triangolo “lui, lei e l’ altro” sfumato nelle innumerevoli sfaccettature dell’ animo, scomposto nel susseguirsi degli eventi a ritmo frenetico.

(.....) La narrazione in terza persona alternando i punti di vista dei protagonisti è straordinariamente efficace nel creare " chimica" tra i personaggi e nell’ esternare le emozioni di ciascuno di essi; divertenti considerazioni ingenue e personali concludono spesso le scene, prefigurando al lettore di volta in volta la confusione mentale e la crescita di consapevolezza che saranno fonte di fraintendimenti, ripicche, azioni sconsiderate, scelte radicali.

Si sa che come in ogni romance che si rispetti la parte del leone nella scelta finale sarà dell’ ormone: di conseguenza nulla potranno peripezie, invidie, nonché un malsano senso dell’ onore, di fronte all’ attrazione inesorabile e all’ Amore Vero.

 

Il parere dei lettori.

Se posso permettermi di dirlo, siamo in presenza di un'autrice schizofrenica: da una parte Viviana con il suo Gatto Rosso e la sua Cape Love e la sua capacità di costringere chi legge a ridere fino alle lacrime, dall'altra Georgette con il suo Cowboy dagli occhi verdi e il suo Amore di fine secolo e la sua abilità nel riallacciarsi alla

tradizione del romanzo d'appendice di fine ottocento, abilità che raggiunge il massimo, finora, proprio in questo volume. Una storia complessa con una protagonista dal comportamento non sempre del tutto corretto, ma che senza dubbio prefigura il cambiamento della donna nel corso di quel Novecento che comincia proprio nelle ultime pagine del volume.
Un romanzo con qualche difetto: per es. è forse un tantino troppo lungo e soprattutto, personalmente, trovo insopportabili le grafie Brontee e Cartrite. Ma senza incertezze posso affermare che si tratta di un romanzo molto bello.
P.S. Debito d'onore dell'autrice: il prossimo dev'essere su Ken! Un personaggio adorabile. Matesi (Amazon)
 

Che Viviana Giorgi scrivesse bene ne avevamo avuto prova anche negli altri libri. Che le sue storie siano bellissime e divertenti, tanto da tenerti incollata hai libri, anche di questo ne avevamo avuto prova dai libri precedenti........ma che dire di questo....Sappiate solo che è riuscita a farmi amare gli storici che di solito non amo. La storia è più lunga e più articolata rispetto hai precedenti, più colpi di scena che ti lasciano sempre con il fiato sospeso e ti tiene incollata al libro fino a quando non sei riuscita a finirlo. I personaggi sono incredibili, Camille da oggi è definitivamente la mia eroina, forte, determinata, che non ha paura di affrontare il mondo e combatte per le cose in cui crede, è pronta a tutto pur di avere l'unico uomo la cui sola presenza scatena il lei una marea di sensazioni. Frank uomo alfa, bellissimo, intelligente,generoso, si è costruito da solo il suo impero. Vive senza schemi, è un libertino, non senza però una morale che salta fuori tutte le volte che si trova di fronte al vero amore della sua vita. Per me è un libro indimenticabile, uno di quei libri che rileggerò tutte le volte che vorrò provare emozioni intense. Grazie Viviana. Fulvia (Amazon)
 

Era da tempo che non leggevo uno storico perchè non avevo l'ispirazione, non ho resistito ad inziare questo e come tutti gli altri della signora Giorgi, l'ho divorato! In un unica parola Bellissimo!! .... e come sempre in attesa del prossimo! Nadia T. (Amazon)
 

Uno storico?Un gran bello storico, aggiungo (dopo averlo letto). Abituata alle sue commedie romantiche di ambientazione contemporanea, non posso dire di non essere rimasta stupita nel venire a sapere che Viviana Giorgi usciva con uno storico.
Ma non uno storico "regency" o medioevale (come sono il 99% degli storici a cui siamo abituate), ma con una storia ambientata in pieno periodo vittoriano a New York! Più in zona Edith Wharton che non Georgette Heyer, per intenderci.
Scelta azzeccata, a mio avviso, perché così la personalità dirompente della protagonista femminile è compatibile con il periodo storico senza sembrare anacronistica... dato che Camille è una donna dalle idee e dal comportamento estremamente moderni e darà del gran filo da torcere al povero Frank, il protagonista maschile. Il quale, a differenza di Camille, ha idee ancora un po' antiquate sul ruolo che una donna deve avere nella società... e nella sua vita.
Questa differenza di vedute, unita ad una passione travolgente che li unisce quasi loro malgrado sin dall'inizio della storia, causerà loro un sacco di fraintendimenti e di complicazioni, di litigi conditi da battute al fulmicotone e di brevi riappacificazioni che dureranno lo spazio un respiro, perché i due testoni ci metteranno un sacco di tempo ad imparare a scendere a compromessi. Capellis (Amazon)


Quattro stelline invece di cinque solo perché sono un’ “ingorda”.
Dopo tre/quattro deliziosi contemporanei, la Giorgi ci regala uno storico. Ma uno storico abbastanza originale. Non perché non possiamo ritrovare tutti gli ingredienti classici del romance (amore quasi a prima vista, malintesi, battibecchi, separazioni, un po’ di “pepe”, paraninfi e antagonisti in amore… etc. etc. fino allo scontato lieto fine – che guai a chi ce lo tocca!!!), ma soprattutto perché il luogo e l’epoca in cui è ambientata la vicenda sono abbastanza inusuali (almeno per me): New York, 1898-1900. Ci si sta lasciando il vecchio secolo alle spalle, sotto molti punti di vista: le donne iniziano ad organizzarsi per la lunga battaglia contro la subordinazione politica, civile e sociale; le classi sfruttate iniziano ad avanzare giuste rivendicazioni; le carrozze iniziano a cedere il passo alle automobili… insomma, uguaglianza e modernità sono di là da venire, ma i semi del progresso sono stati gettati. Ovviamente, il romanzo ci mostra il tutto dalla prospettiva privilegiata dell’aristocrazia finanziaria newyorkese…del resto è un romance, non Steinbeck!
La protagonista incarna il cambiamento: viene dal “vecchio” mondo e rimane immediatamente affascinata dal “nuovo”. Arrivata in America semplicemente per sposarsi, grazie ad una serie di coincidenze, ha l’opportunità di affrancarsi da un destino nel segno della tradizione e di diventare una creatura “nuova”, non solo moglie e madre, ma una professionista, una donna che lavora, che scrive per lavoro, come gli uomini e insieme agli uomini. Poi, ovviamente, come in ogni romance che si rispetti, incontra il grande fig… ehm… amore e lì saranno scintille. In ogni senso, perché, secondo me, due cose vengono particolarmente bene alla Giorgi: i battibecchi e le scene hot, i primi sempre frizzanti e le seconde sempre molto sensuali senza mai essere eccessive o volgari (sì, va be’, un po’ “ottimistiche”, bisogna riconoscerlo… comunque, quella nello stanzino polveroso del Metropolitan tra Don Giovanni e Traviata, come la qualifica Camille, quasi richiede alla lettrice l’uso del ventaglio!). Il romanzo si conclude il 1° gennaio 1900, con tanto di fuochi d’artificio, reali e metaforici.
Beh, che mi sia piaciuto ormai sembrerà chiaro. Ma a questo punto devo giustificare la mancata 5a stellina.
Il fatto è che il romanzo ha, secondo me, moltissimi spunti interessanti che non hanno avuto adeguato spazio e alcuni aspetti trattati forse troppo frettolosamente, almeno per me, che voglio sempre che “mi si racconti tutto”. Rispetto a quest’ultimo elemento, ad esempio, avrei voluto saperne di più del viaggio di Camille per arrivare a New York (che mi avrebbe anche aiutata a “digerire” meglio il modo in cui i Campbell la accolgano subito in casa come una figlia); avrei voluto saperne di più della storia di Frank. Così come avrei apprezzato altre azioni “sul campo” di Camille, oltre alla giornata passata in incognito in fabbrica. E forse, sì, avrei preferito un’evoluzione iniziale più graduale nel rapporto tra Camille e Frank. Ma, ovvio, questi sono miei “problemi”. E’ solo che, secondo me, la Giorgi questa volta è stata così brava a darci un assaggio di “oltre-romance”, con tanto di credibile ricostruzione storica, che io, da ingorda quale sono, non mi sono accontentata. Insomma, è come avere sotto gli occhi un vassoio con 5 tipi di pasticcini mignon e poterne assaggiare solo 4! Doloreee! :-)
In definitiva, al romance assegnerei anche 5 stelline; al romanzo 4 .
Ah, quasi dimenticavo: della “cameo appearance” di Red ne vogliamo parlare?! Cucciolooo!
Artemisia (Anobii)
 

Delizioso!! Affascinante l'ambientazione, uno stile narrativo dinamico e frizzante, personaggi che si muovono in una New York di fine secolo con passione ed entusiasmo e grandi speranze. Una bella storia romantica, rocambolesca e intensa..una donna coraggiosa ed intelligente che sogna l'emancipazione ma anche l'amore...un uomo molto meno coraggioso ma ammaliato da cotanta bellezza e destinato a capitolare nel più soddisfacente e classico dei modi...Dana Loo (Goodreads)

 


 

 

 

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